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Il trenino di Casella, la signora in rosso e i vuoti di memoria

trenino di casellaPer qualche settimana siamo stati sottoposti a un battage pubblicitario tambureggiante, con foto, articoli di giornale, messaggi e immagini sui social. Si sono inventati persino una signora in rosso, parafrasando il film di Gene Wilder, che in abito color sangue, saliva in corsa in carrozza, rossa ovviamente. Una Kelly Le Brock nostrana, per annunciarci che dopo tre anni la Ferrovia di Casella, la signora in rosso appunto, tornava in funzione. Prima corsa il 21 maggio. A bordo tutta la miglior rappresentanza della giunta regionale e uno stuolo di fotografi e giornalisti. Un taglio del nastro vero e proprio, come un tempo venivano definiti i battesimi per le opere solitamente inaugurate in un periodo in odor di elezioni. Quello di sabato addirittura un po’ sopra le righe, con tanto di gran cassa propagandistica oltre che torme di cittadini in festa e banda alle stazioni.In Italia, pero’ i nostri politici e non solo loro, sono spesso soggetti a una atavica anomalia, la mancanza di memoria, legata a una fatidica predisposizione a salire sul treno in corsa. È così, a quanto pare, è accaduto anche in questa vicenda. Sempre nel nostro paese si usa dire passata la festa gabbatu lu santu.

Eppero’, a quanto pare, nessuno, né il governatore Giovanni Toti, ne’ il suo assessore al turismo Gianni Berrino, ne’ il collega alle attività produttive Edoardo Rixi, avevano pensato di fare i conti con la scrupolosità, degli esponenti della minoranza, che pazienti hanno atteso la giornata della celebrazione per constatare se Giovanni Toti mettesse il piede in fallo.

Così passato il week end, terminati gli ultimi sussulti della gran cassa propagandistica, hanno messo a segno il colpo irridente. Perché, a quanto si dice nel comunicato diffuso dal gruppo dem in Regione, se non interamente, almeno la maggior parte del merito per la riapertura della tratta del trenino di Casella spetterebbe proprio alla giunta di Claudio Burlando che ha preceduto quella di centro destra cappeggiata da Giovanni Toti. E il comunicato, vista la grottesca amnesia del governatore vira proprio sull’ironia.

“Il presidente Toti deve aver perso momentaneamente la memoria. Ma d’altra parte, con tutti gli impegni che ha, può succedere. Il governatore si è dimenticato di dire, nel corso della cerimonia per la riapertura della linea ferroviaria Genova-Casella che il merito è tutto della giunta precedente. Perché tutti sanno che è da lì che sono arrivati i finanziamenti che hanno consentito al trenino di ripartire dopo uno stop lungo tre anni. La sua maggioranza, invece oltre a tagliare il nastro si è limitata a stanziare i soldi per la festa di inaugurazione. Toti, però, preso dai festeggiamenti, si è dimenticato di dirlo. Ed è un vero peccato perché sarebbe stato bello assistere, almeno dopo un anno, all’avvio di un cantiere e di un opera finanziata dal centro destra. Quando accadrà promettiamo, come Pd, di sottolinearlo è siamo pronti ad organizzare una festa per celebrare degnamente, il lieto, ma abbastanza raro evento”.

Insomma, almeno da queste parole, parrebbe essersi trattato di una sorta di scippo, in cui la recente amministrazione, in virtù dei tempi favorevoli si sarebbe impadronita di meriti altrui. Ma non è cosa rara in politica. A memoria ricordo analoghe situazioni a parti invertite, quando nel 2005 furono protagonisti di una polemica, per molti versi simile, il governatore Claudio Burlando e il suo predecessore Sandro Biasotti.

Ma visto che il finanziamento da parte della giunta di Burlando è stato di notevole entità, circa 6 milioni e 600 mila euro, il comunicato continua con dettagli più precisi sulle opere. “Per chi avesse la memoria corta come,il governatore, comunque vorremmo ricordare che nel 2013 l’ USTIF (Ufficio Speciale Impianti e Trasporti Fissi), aveva chiesto ad Amt di mettere in sicurezza la linea. Ma poi i ritardi ed eventi atmosferici avversi hanno fatto slittare la riapertura fimo ad oggi. La regione Liguria, soltanto negli ultimi anni, con la giunta Burlando, ha stanziato circa 6 milioni di euro per la parte ferroviaria, 4 dei quali per la realizzazione di un nuovo treno commissionato all’Ansaldo Breda di Pistoia e la nuova officina di Casella ( interventi osteggiati dalla minoranza di centro destra). Ammonta invece a circa 600 mila euro lo stanziamento per riparare i danni della alluvione 2014 che avevano colpito duramente la linea. E si deve sempre alla giunta Burlando lo stanziamento per i ponti della Fontanassa e di Crocetta. Ma la scorsa settimana Toti, come detto, si è guardato bene dal ricordarlo”. E, al di là delle giuste rivendicazioni di merito, il gruppo Pd introduce anche ad un giallo, quello che riguarda il nuovo treno e la nuova officina finanziati dalla maggioranza di centro sinistra. Di cui, secondo i dem, Toti si è scordato di parlare e nulla si sa. “Anche in questo caso, forse, il governatore si è dimenticato accidentalmente di aggiornarci. E allora abbiamo deciso di chiederglielo noi, per rinfrescargli un po’ la memoria: presidente che fine hanno fatto il treno e l’efficienza che la giunta precedente ha finanziato”.

E al riguardo ove il presidente della giunta non riuscisse ad ovviare alle recenti amnesie possiamo consigliargli di rivolgersi al suo assessore alle attività produttive, che durante la giunta Burlando faceva parte della minoranza. Esponente politico a cui la memoria non deve far difetto visto che sulla sua pagina social ha cinguettato “Ricordo ancora, da piccolo, quando mio nonno mi portava sul trenino”. Una rievocazione che tanto farebbe pensare alla recherche proustiana, ma che evidentemente latita un po’ sull’immediato passato.

Max Turbatore 

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